Cenni Storici

Il paese di Villarbasse era anticamente suddiviso in due parti: a ovest "Carre" e ad est "Palassoglio". Questo nome deriva da "Palaciolum", cioè residenza degli abati dell'Abbazia di San Solutore Maggiore di Torino, fondata dal Vescovo Gezone nell'anno 1006.
Da alcuni documenti del XVI secolo risulta che gli Abati possedevano gran parte del Palassoglio, ivi compreso il Palazzo Mistrot.
Verso la metà del XVIII secolo gli Abati cedettero il loro feudo, dietro corresponsione di un tributo annuo, al conte Ignazio Mistrot, che venne così investito della giurisdizione e dei redditi del luogo. Delle 12.000 porzioni in cui era stato frazionato il paese, al suddetto conte ne furono attribuite ben 7.500, oltre la metà.
I conti Mistrot avevano già acquistato il palazzo nel 1705 dagli eredi del canonico Giacinto Gaj, la cui famiglia ne risultava proprietaria sin dalla fine del XVI secolo.
Morendo senza prole nel 1781, il conte Ignazio Mistrot designò come proprio successore il nipote Giulio Martino Cucca, che aggiunse al proprio il nome dei Mistrot.
Nella seconda metà del '900 le ultime discendenti vendettero il palazzo, ormai fatiscente ed in condizioni di estremo degrado, agli attuali proprietari, che con grandi sforzi e tanta passione ne hanno curato il lungo ed oneroso restauro.
Le decorazioni esterne in tromp-l'oeil che tanto colpiscono i passanti, sono esempio raro in Piemonte, mentre è assai più facile trovarle a Genova o a Venezia.
Dopo un lungo periodo di incuria e abbandono, finalmente oggi tutto ha aspetto fresco, con grande risalto dei valori illusionistici, nobilitando il paese con un edificio perfettamente restaurato e indubbiamente degno di considerazione.